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L'apologo del No

  • Immagine del redattore: Andrea Morzenti
    Andrea Morzenti
  • 14 set 2020
  • Tempo di lettura: 1 min


Il 2016 pare un altro mondo rispetto a oggi. Dal punto di vista politico, ma non solo. Si concluse con il referendum che bocciò una riforma costituzionale organica e che vide così la cacciata di Matteo Renzi, ormai resosi antipatico ai più. Quella riforma provammo a spiegarla qui con “le sei cose” da sapere, per un voto il più possibile sulla riforma e non sulla persona. Io, chi mi segue lo sa bene, votai Sì.


Questo 2020 della pandemia, prova a ripartire - assieme alla scuola che riapre proprio oggi - con un altro referendum costituzionale. La riforma sottoposta al voto di domenica e lunedì prossimi non è certo organica, ma un mero taglio ai parlamentari (spesso non si parla neppure di numero…). Ai seggi il Presidente, Segretario e Scrutatori (esperienza politico-sociale che mi sento di consigliare a tutti), avranno a disposizione 12 mascherine e 8 guanti monouso a testa, oltre al gel e materiale igienizzante. Parrà un ospedale più che un seggio elettorale. Su questo blog ho già detto e provato a spiegare perché io voterò No.


 

Dopo questa digressione iniziale, oggi però il mio post lo trovate cliccando qui.


A differenza del 2016 non più le sei cose da sapere, che ne basterebbe una sola, ma in dieci righe il perché noi votiamo No.


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"Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia" (Don Lorenzo Milani)
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